LE PRIME FORME DI COOPERAZIONE
La prima vera cooperativa nacque nel 1844 a Rochdale, sobborgo di Manchester, in Inghilterra, per iniziativa di un gruppo di operai tessili che diedero vita ad uno statuto, le cui finalità di fondo ancora oggi sono un punto di riferimento per milioni di cooperatori in tutto il mondo. Queste difendevano il costo del lavoro e garantivano un’assistenza materiale e spirituale, arrivando perfino nei Comuni italiani a garantire una partecipazione attiva alla vita politica della comunità. Con l’avvento della rivoluzione industriale, gli opifici diedero lavoro alla gente affluita nelle città dai villaggi; anche i bambini e le donne vennero inseriti all’interno di un processo produttivo che richiedeva scarse abilità e “semplice propensione alla fatica e all’obbedienza“; e, ancora, prodotti, che un tempo erano rari, divennero più accessibili per un pubblico sempre più vasto. Tuttavia, l’instaurarsi di queste nuove tendenze, così come il diffondersi della libera concorrenza, giovarono essenzialmente alle classi abbienti e al ceto medio, mentre le classi lavoratrici si trovarono private di quei rapporti solidaristici che, pur non avendo mai garantito un vero benessere, avevano consentito un quieto vivere alla maggior parte degli artigiani e dei loro “aiutanti“. Così la rivoluzione industriale sembrò essere la causa che portò alla rovina numerosi artigiani, costrinse a lavori sempre più massacranti. Per questo motivo, uomini di cultura realizzarono associazioni volontarie e i lavoratori più istruiti e coraggiosi costituirono società operaie o società di mutuo soccorso, che prevedevano il versamento settimanale di un contributo da cui poi gli associati avevano diritto ad un’assistenza reciproca, mutua, in caso di malattia, infortuni o morte. Da queste esperienze derivarono le prime forme di cooperazione, come ad esempio le cooperative di consumo, per procurarsi gli alimenti essenziali di qualità e a prezzi contenuti. Nella prima metà del XIX secolo dunque nasce l’idea di un’economia cooperativa, grazie anche alle proposte dei socialisti utopisti miranti a rendere accessibile anche ai lavoratori l’acquisizione dei mezzi di produzione, nel pieno rispetto di quei principi di legalità sui quali si fonda l’economia di mercato, ed infine attorno alla metà del secolo l’esperienza cooperativa acquistò la propria forma moderna e si diede i principi che sono ancora oggi rispettati.
LE PRIME FORME DI COOPERAZIONE IN ITALIA
Le prime esperienze cooperative ebbero inizio con un decennio di ritardo rispetto all’Inghilterra e trovarono sviluppo soprattutto (se non esclusivamente) nel nord, dove operavano le Società Operaie e le Società di Mutuo Soccorso. NEL 1854, la Società degli Operai di Torino apre la prima cooperativa italiana (Magazzino di Previdenza), per arrestare gli effetti di una grave carestia agricola ed il conseguente rincaro dei prezzi.
Due anni dopo verrà costituita la prima cooperativa italiana di produzione e lavoro, l’Associazione artistico vetraria di Altare (Savona). Altre iniziative interessanti nacquero a Firenze grazie all’attività di alcuni nobili e borghesi illuminati nel 1863 con la Società Cooperativa di Consumo per il Popolo e ancora, due anni dopo, a Como, dove nacque la prima cooperativa italiana con uno statuto modellato sui principi di Rochdale, Gli ultimi decenni del secolo, sono decisivi, anche nel Biellese dove iniziarono a sorgere piccole latterie e cooperative e nel 1872 nasce a Forno di Canale la prima Latteria Cooperativa d’Italia a “Sistema Svedese” e successivamente il 20 luglio 1888 ad Agordo si fondava per tutto l’Agordino la Federazione delle Latterie Agordine che assunse il compito di confezionare e smerciare il burro. Nel 1884 a Bologna nasce la “Società anonima cooperativa per la costruzione e il risanamento di case per gli operai in Bologna“.
LE ORIGINI DI LEGACOOP
Nell’autunno del 1886, la Società di mutuo soccorso Archimede di Milano decise di radunare tutti i cooperatori italiani. I 100 delegati, in rappresentanza di 248 società e di 70.000 soci, si riunirono in Congresso a Milano, dal 10 al 13 ottobre, per dare vita ad una strutturazione organizzativa che assicurasse lo sviluppo e il coordinamento di un movimento cooperativo assai variegato. Nasce la Federazione nazionale delle cooperative e viene decisa la pubblicazione, dal 1º gennaio 1887, del suo organo ufficiale di stampa La cooperazione italiana.
Nel 1893 in occasione del V Congresso nazionale nasce il nuovo Statuto e la denominazione Lega nazionale delle cooperative, col quale si cerca di unire le cooperative di ogni specie in un unico organismo.